Dicembre 2017 – Pier Emilio Calliera Pec “Hai visto che luna? Mondi sospesi tra natura e leggenda sottratti al tempo da un contadino ladro di storie”, 268 pagine, euro 15  – ISBN 978-88-942035-2-3 

In questo tempo sospeso tra la notte ed il giorno, con il mio cavallo a pedali tanti viaggi ho già fatto sotto il cielo trapunto di stelle. Hai visto che luna? Che incanto la luna quando la campana del villaggio batte quattro colpi di cristallo in questo tempo profumato di un’aria frizzante che precede l’aurora, l’aria è fresca davvero.”

Cieli, terre, acque, stagioni vive, uccelli e nidi, fiori e storie di legno, lavoro e fatica, sudore e canti, e ancora donne, uomini, bambini, spiriti, santi e ligere… Tutto questo intorno al “borgo antico spopolato eppure vivo ora come allora, tutto questo e molto altro troverete in questo libro avvolto in una deliziosa patina di ingenue emozioni che impreziosiscono il suo contenuto terapeutico. 

Ma, pensandoci bene, questo non è propriamente un libro. È una “creatura” come l’autore stesso ama definirlo. Una entità vivente in quanto non soltanto espressione della “creatività” dell’autore, ma il sedimento di un fenomeno collettivo che da un paio d’anni respira l’ossigeno presente intorno a quel fascinoso borgo antico dove da sempre vive e lavora il Pec, fenomeno anch’esso. È l’intreccio miracoloso fra l’ambivalente costume dei social e un orizzonte culturale che affonda le radici in un passato che non finisce di ammaliare. Perchè ogni mattina, all’aurora, Pec, prima di avviarsi nei suoi campi delle meraviglie, si mette a digitare le sue storie, a postare le sue fotografie e, subito, uno stuolo incontenibile di fellows dà vita ad un coro di commenti che si accavallano e si agganciano in una piazzetta affollata. Questo è l’humus su cui crescono come pianticelle felici le sortite del Pec, le prime delle quali pubblicate nel volume Dove il tempo si è fermato che, pur non presente ancora in libreria, ha registrato tirature e ristampe di tutto riguardo, smaltite nel corso di svariate presentazioni locali sollecitate da sindaci e conoscenti.

Ora, in queste pagine che sintetizzano solo parzialmente il fenomeno, si può rinvenire una incredibile varietà di suggestioni, con storie vere che si intrecciano a storie fantastiche, descrizioni colme di stupore di paesaggi agresti, risaie affollate di uccelli – a cui Pec dà anche voce in prima persona, – boschi secolari e boschi piantumati con amore, ritratti di personaggi attuali o leggendari come le belle mondariso, le ligere, i caminant e, fra essi, il mitico Biondin, usanze antiche e antichi lavori con attrezzi ormai dimenticati.

Il tutto narrato con uno stile sciolto, ritmato, ricco di termini e colorite espressioni dialettali, talvolta ironico e spesso umoristico. Un libro questo che sfugge a ogni classificazione, una “creatura” in cui immedesimarsi alla ricerca di una felice metànoia, una rigenerazione terapeutica che non tarda ad arrivare perchè il Pec è soprattutto un uomo della tempra di una volta, ricco di sentimenti e di valori umani, spontaneo comunicatore di emozioni che finisce per sedurre anche il più incallito dei non lettori.

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“Hai visto che luna?” il nuovo libro del Pec

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