Dai lettori alcuni commenti al libro.                 

 

Il titolo è azzeccatissimo e la foto di copertina veramente splendida!

I tuoi racconti sono spremute d’amore e di poesia e noi lettori ne beviamo il succo inebriante (Elda G.).

Le pagine racchiudono tutto l’amore per la tua terra! (Elda Gribaudo).

Grazie per condividere con noi le tue avventure (Sandra Deinnocenti).

pec-con-libro-vintageMa come mi piacciono i tuoi racconti (Carla Fassero).

… non ho nessun talento nello scrivere e non sono gnanca un poeta, forse scrivo con il cuore… (PEC).

Il respiro del bosco è il respiro della vita. Grazie per rendercene partecipi (Elda Gribaudo).

Ciao, PEC che le pagliuzze d’oro le hai dentro di te (Nadia Bava Moiso).

Quando il lavoro è poesia, fa star bene. Tu, nonostante il lavoro ti pressi, trovi il tempo e la voglia di fotografare, notare e annotare il tuo meraviglioso mondo di campagna e lo trasmetti diretto ai nostri cuori (Mario Donato – chiamato da PEC “Patrimonio UNESCO”).

Ogni giorno fai riaffiorare i nostri ricordi (Elda G.).

C’è amore in quello che scrivi (Lorena Beccaro).

È bello la mattina svegliarsi e leggere i tuoi post e sentirsi come se le cose che scrivi fossero davanti a noi… il risveglio più bello… (Angela Barbaro).

Sei proprio un poeta, caro PEC… Anche oggi sarà una bella giornata… E ancora di più dopo il tuo racconto di vita… Ami la natura più di te stesso… (Cinzia Bono).

Con le tue descrizioni anche noi viviamo il bosco (Milvia Biasutti).

Le tue non sono storie… Sono poesie! (Elda G.).

Sicuramente sono parole che ti accalappiano e ti tengono stretta fino alla fine per capire come va a finire (Marilla Ferrari).

Ti sei meritato il successo che arriva come un fiume in piena. Non stupirti… ti meriti tutto. Sei felice tu e rendi felice anche noi che attraversiamo la notte col desiderio sempre vivo di leggerti… È bello ogni mattina, sempre nuovo.

Che bello cominciare la giornata con te… c’è il sole sempre, anche quando piove (Loretta De Rossi).

È vero: un giorno le storie finiranno ma resteranno scritte nero su bianco grazie al PEC (Renata Grasso).

Cribbio che belle parole. Sono pillole di saggezza che ci aiutano a superare al meglio la giornata (Giovanni Viperino).

Tu non potrai mai, mai smettere di “quintare” le tue storie… vai avanti sempre con la gioia che hai e che diventa anche nostra ogni giorno.

Ogni storia fa riaffiorare ricordi di storie vissute, ascoltate e lasciano sempre con il sorriso sulle labbra (a volte un po’ velato, a dire il vero) (Marilla Ferrari).

A raccontare la realtà della vita… è il romanzo più bello (PEC).

… attraverso le tue storie scopro le tradizioni, il vissuto, i lavori e anche i modi di dire di una terra che sento mia essendo nato qui ma di cui non conosco il passato e il vissuto perché sono di origini molisane e ho sempre sentito storie e racconti di quei posti. A volte, quando spieghi i modi di dire o l’origine di alcune parole, sembra quasi che nella mia testa si costruiscano ponti tra ciò che ho vissuto in queste terre e che non avevo mai compreso a fondo. (Alex Silvestri).

Ci sono dei tratti nelle tue storie che le fanno avvincenti:

  • Coinvolgi tutto il gruppo;

  • Scrivi come Camilleri contaminando con l’italiano con le parole di tutti i giorni.

A me sembra di averti sempre conosciuto, o forse, semplicemente, avrei sempre sperato di avere uno zio così. La vita di campagna era questa per tutti e rivedo la vita di persone care, con i nomi di tutti quelli che conosco (anche se sono solo omonimi), ma la maggior parte non ha tramandato; dopo aver passato la giovinezza a sentire storie, si sono vergognati della povertà; tutto è stato troppo veloce e hanno perso la voglia di ricordare le cose semplici. Chi l’avrebbe mai detto che l’aggeggio più distante dai nostri vecchi ce lo avrebbe fatti rimpiangere o per lo meno emotivamente ricordare.

Poi ammicchi, sei sempre lì ntramès che t’la fé v-ghi ma mai tuché!

Mi sembra di tornare all’infanzia circondato da persone e non da cose come adesso.

È poi c’è questa cosa del mattino in cui siamo tutti più sognanti e meno arrabbiati e d’ora anche in attesa delle tue storie. Grazie PEC. (Michele Jake Perinotti).

Grazie per la felicità che diffondi con le tue parole (Elda G.).

… persone che non scrivevano dal tempo dei “pensierini” che narrano a lungo e gente che prende in mano il tuo libro con gioia… Diavolo d’un PEC, Santo subito!!??? (Nadia Bava Moiso).

Il tuo racconto, come sempre, è un inno alla gioia e all’amore (Elda G.).

Tu chiamale se vuoi… emozioni… (Giuseppina Franco).

Sei un Omero che tramanda la storia delle nostre terre ai posteri (Maria Beatrice Aimaro).

Tutto questo affetto nei commenti, nei saluti, mi fa pensare ad un buon pane che lievita pian piano spargendo intorno il suo profumo (Nadia B. M.).

Ho paura a non riuscire a gestirlo tutto questo affetto… però adoro il profumo del pane al mattino presto… ha il profumo stesso della vita, dell’Amore per la Vita… (PEC).

Per quanto riguarda il tuo libro, la gente ha ragione: trasporti in un altro mondo con le cose belle e anche incredibili che hai scritto. È un libro che si sfiora, si accarezza… Si ride, si piange… Tutti i sentimenti racchiusi nella persona del “mitico” PEC (Loretta De Rossi).

Immagini di una campagna che non c’è più, ma tu, PEC, riesci a inserirla come se fosse oggi… Per un attimo hai fermato il tempo (Loretta).

Il racconto, le immagini, i ricordi cagionano in noi che leggiamo PEC quel movimento, quel brulichio che produrrebbe un gran paniere di fiori appena colti messo davanti a un alveare… (Manzoni rivisitato) (Giovanni Viperino).

Commenti a “Dove il tempo si è fermato”

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