Elaborazione logo SolidagoCon la pubblicazione a settembre 2016 del primo volume “Dove il tempo si è fermato” di Pier Emilio Calliera ha preso il via la modesta, pazza e personale avventura di pubblicare libri.

Libri di carta, libri digitali. Piccole e grandi (se si presenta l’occasione) tirature.

Si sa che tanti sono gli aspiranti editori e quelli che cominciano e poi si arenano. E’ la seduzione delle parole scritte nei libri, pari alla seduzione esercitata da un’amante: un amore a volte esaltante, a volte complicato, con sofferenze, abbandoni, ritorni di fiamma e, possibilmente, il passaggio dall’innamoramento all’amore maturo. Speriamo.

Fare l’editore non vuol dire soltanto produrre dei libri: significa stabilire un piano editoriale, individuare un percorso e poi selezionare i testi, accogliere quelli giudicati positivamente, ma anche vendibili perché non si può prescindere dalle valutazioni economiche. Significa stabilire un rapporto di fiducia con l’autore perché spesso il testo va rivisto. Poi occorre progettare la veste grafica, ottimizzare l’eventuale corredo iconografico, impaginare. Infine occorre diffondere il libro, promuovendolo, facendolo conoscere con tutti gli strumenti mediatici oggi a disposizione. Come vedete, l’editore si distingue dallo stampatore proprio per questa serie di servizi che ne costituiscono il valore aggiunto.

Molti autori oggi provvedono da sé, con il self publishing, alcuni conseguono anche dei buoni risultati, ma devono disporre di numerose capacità, non soltanto quella di una buona inclinazione alla scrittura.

Fare il piccolo editore così come aspirare ad essere uno scrittore richiede una buona dose di modestia. Se davvero si amano i libri e il loro mondo, il mondo delle idee che circolano, delle emozioni che contagiano, occorre pensare in grande, ma sapersi accontentare del piccolo. A piccoli passi si possono conquistare alte vette.

Il piano editoriale di Solidago prevede principalmente la pubblicazione di libri che riguardano i territori ancora da svelare: guide, ma anche esperienze di esplorazione, di viaggio, di rivisitazione di tradizioni, memorie, personaggi. Anche romanzi o racconti, gialli persino, purché siano focalizzati su dei territori. E poi l’ambiente, la gastronomia, il folklore, temi che ai territori sono strettamente correlati. E poi… Quello che verrà, perché il piccolo editore ha la fortuna di poter godere della più ampia flessibilità e adattamento alle circostanze.

Seguiteci dunque in questa piccola avventura.

Luigi Zai

Solidago: la seduzione delle parole

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