20160805_185423In Italia si sa si legge poco. L’amore per i libri sembra restringersi agli innumerevoli autori – poeti laureati, affermati, oscuri, in erba, sedicenti tali – e agli altrettanti innumerevoli editori. Se non vogliamo esagerare, ammettiamo che i lettori ci sono, ma sono troppo pochi.  Perché per molti la lettura è fatica e addirittura fastidio, quasi che i libri facciano male.

Massimo Gramellini, il 27 luglio su La stampa, a proposito del Salone del libro, ha affermato che “la finalità più ambiziosa, al limite della follia e quindi sommamente auspicabile, è stata quella di utilizzare la kermesse primaverile per fare incontrare i libri con i non lettori”. Questo perché, sempre secondo lui, “La lettura è la migliore ginnastica per l’immaginazione e oggi ci serve soprattutto questo: immaginare.”

L’immaginazione è una facoltà che fa star bene, immaginare significa aprirsi con fiducia a nuovi orizzonti, immaginare è sinonimo di una buona salute dell’anima.  Dunque leggere fa bene.

Lo confermano anche recenti studi che mettono in evidenza come la presenza di una biblioteca di quartiere nelle città migliori la qualità della vita, ma anche proprio come chi legge sia statisticamente più longevo di chi non legge.

Personalmente devo molto alla lettura. Quando ero studente alle medie, prendevo in prestito libri di avventure dalla biblioteca scolastica e li divoravo in classe sotto l’occhio indulgente dei professori. Immaginavo mondi lontani, una sensazione di libertà creativa mi avvolgeva fino all’esaltazione ed io stavo bene, nonostante fossi affetto da timidezza e da alcuni complessi. Più avanti, oltre ai romanzi di Pavese, cominciai a leggere saggi di sociologia e psicologia che mi hanno aperto la mente e mi hanno guarito da complessi e timidezza. Allora è vero: i libri amati sono terapeutici.

Sul sito www.biblioterapia.it la dottoressa Rosa Mininno afferma proprio questo: “La lettura di un libro stimola la riflessione, la conoscenza , l’approfondimento e lo sviluppo di contenuti emersi in terapia e il confronto. Il libro stesso diventa “un altro luogo”, come osservano alcuni autori, condiviso da terapeuta e paziente, comunque parte di un programma terapeutico. (…) Ma la Biblioterapia si riferisce anche all’autocura, all’autoaiuto  e allora un buon libro di autoaiuto, scritto  da professionisti o da chi ha vissuto il problema  è un utile supporto. Anche un  romanzo può essere stimolante : nei suoi personaggi ci si può immedesimare e nella storia si possono ritrovare analogie e richiami alla propria storia personale, che evocano emozioni e riflessioni.”

Altre informazioni sull’argomento potete trovarle sul web ai seguenti indirizzi: https://libroterapiafirenze.wordpress.com/ e http://www.langolodeilibri.it/rubriche/libroterapia/

Ma se proprio volete credermi, allora dovete cominciare a leggere dei libri, partendo proprio da Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno, Berthoud Ella, Elderkin Susan, cur. Stassi F., 2013, Sellerio Editore Palermo  e  I libri si prendono cura di noi. Per una biblioterapia creativa, Detambel Régina, 2016, Ponte alle Grazie.

E non dimenticate Dove il tempo si è fermato, Pier Emilio Calliera, Pec, 2016, Solidago, un libro in pillole che fa stare davvero bene.

 

Biblioterapia: è possibile?

2 pensieri su “Biblioterapia: è possibile?

  • 10 Dicembre 2016 alle 10:44 am
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    Grazie per questo articolo. Da quando ho fondato il primo sito web italiano sulla Biblioterapia nel 2006 http://www.biblioterapia.it, ho sempre ricevuto conferme dell’interesse e dell’utilità della mia iniziativa. Praticavo la Biblioterapia dal 1998 nel mio lavoro clinico, mi resi conto di essere all’avanguardia in Italia e la fondazione del sito mi ha permesso di divulgare di fatto questa tecnica nel nostro Paese anche attraverso conferenze, seminari, workshop, convegni, corsi di formazione, campagne di lettura e tanti contatti con persone e professionisti ,che hanno ben compreso la valenza terapeutica della lettura. Grazie. Dott.ssa Rosa Mininno Psicologo Psicoterapeuta Biblioterapeuta

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    • 12 Dicembre 2016 alle 9:40 am
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      Grazie a lei. SOno certo anch’io che chi decide di “affidarsi” a buone letture avrà davanti a sè un mondo aperto di opportunità di star meglio.

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