Copertina Pec pag1-01“Nella trattoria, vicino alla mia casa, si cantava sempre. D’estate, con le finestre aperte, era bello sentire quei canti. Poi c’era il Mariu Frarot, il marito della Dorina: lui sübiava (zufolava), sübiava sempre.”

 

Pier Emilio Calliera, Pec, Dove il Tempo si è fermato. Archeologia, tradizioni, natura e personaggi del “Borgo antico” raccontati con passione da un cantore della risaia. Solidago Editrice, 220 pagg., testo e immagini a colori, formato 21 x 14,5, euro 14.

Al momento il volume si potrà acquistare direttamente presso l’autore o la Pro Loco di San Damiano, in occasione delle presentazioni di cui si darà notizia in questo sito in “eventi” o, infine, presso Mastervision, corso Santo Ignazio 54,  Santhià. 

Il ricavato della vendita del libro, dedotte le spese, sarà devoluto al restauro dei reperti archeologici affiorati dal “campo delle meraviglie” e alla creazione di uno spazio espositivo nel comune di Carisio.

Pec, tutte le mattine all’alba, prima di correre nei campi, si mette al computer e scrive sulla sua pagina Facebook storie del passato e del presente. Il suo linguaggio è spontaneo, sciolto, quasi ingenuo. Lo stile passa dal ritmo un po’ ripetitivo del rap a quello evocativo, con accenti lirici e non di rado sfocia nell’esilarante e in un timido boccaccesco. “Dove il Tempo si è fermato” raccoglie sessantasei storie che toccano gli argomenti più disparati, ma tutti con lo stesso filo conduttore: il Borgo antico, dove il tempo sembra essersi fermato, anche quando si parla di argomenti attuali. Un luogo magico, dove esiste un “campo delle meraviglie”, che lascia ancora spazio allo stupore, alle emozioni e ai buoni sentimenti. Questi sono i veri ingredienti delle storie del Pec, il quale è tutt’uno con esse, un personaggio dalla vita esuberante e gentile al contempo, di cui le pagine di questo libro non rappresentano che un piccolo assaggio. Non per niente i suoi appuntamenti quotidiani toccano le corde della sensibilità soprattutto femminile e sono seguiti da uno stuolo di affezionati che intrecciano commenti e arricchiscono le storie di ricordi personali in una sorta di narrazione corale intensamente partecipata.

Di lui scrive nell’introduzione Giovanni Ferraris, Presidente della Società Storica Vercellese: “Pec è curioso e continuamente si interroga sul significato del mondo circostante: uomini (donne ancor meglio…), paesaggi, usanze, rievocazioni di antiche storie, un oggetto dimenticato in soffitta, un albero diverso, un cinguettio insolito, un frusciare tra le frasche che, anche per merito suo, ancora arricchiscono le sponde del suo fiume di casa: l’Elvo.”

“Il mondo raccontato da Pec ormai è sconosciuto ai più e rischia di restare tale poiché le nuove generazioni non sono in grado di coglierne i significati. Anche chi vive in campagna non ha più i mezzi per comprendere quello che ormai è da considerarsi un’archeologia culturale.”

Un libro agile che si può leggere sotto innumerevoli angolazioni: il gusto per l’aneddoto, l’interesse per termini ed espressioni dialettali ormai desuete, il divertimento boccaccesco, il taglio decisamente lirico di alcuni brani, l’empatia verso le persone, il valore dell’amicizia, il sacro rispetto per l’ambiente e la natura, l’attaccamento alle tradizioni e alle narrazioni di un mondo incantato ormai scomparso.

Una raccolta di testi brevi e di immagini non artistiche ma significative di un universo altamente simbolico, da leggersi uno alla volta prima di andare a letto o da centellinare appena dopo pranzo, come un ottimo digestivo dolceamaro.    ACQUISTA con transazione sicura, carta di credito o Paypal o carta di credito attraverso Paypal >>

Dove il tempo si è fermato

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